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Politica per gli italiani

Non ritengo che essere di parte sia obbligatorio perché non penso che “essere contro” sia un valore: secondo il mio ordine personale il valore sta nello “essere per”. Ieri sera, al termine dell’intervento del Presidente Conte al TG1, ho riconosciuto una modalità di comunicazione tipica di un committente e non rispettosa del ruolo istituzionale che il Presidente del Governo degli italiani e che il servizio pubblico della RAI debbono rivestire e garantire. Una giornalista presentatasi come appartenente a un’agenzia stampa ha potuto porre una serie di domande alle quali il Presidente si è prestato a rispondere con tale disponibilità da consumare totalmente il tempo rimanente per la diretta televisiva. Se la “politica” giustifica un uso non istituzionale dei ruoli e delle istituzioni (appunto) allora la “politica” tradisce se stessa, la democrazia e le leggi poste a fondamento dello Stato. Questo, beninteso, riguarda ogni ruolo e comportamento di esponenti appartenenti a qualsiasi colore politico. Certo non può sfuggire che il senso di responsabilità nel rispettare tali “obblighi etico-comportamentali” debba essere molto più alto in chi ha istituzionalmente in mano il potere. Spero si possa vivere una stagione politica nella quale non sia sufficiente indicare il peggiore per sentirsi il migliore.

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