45 anni fa veniva ucciso Giorgio Ambrosoli, uomo per bene.
Della sua lettera ad Anna, sua moglie, voglio riportare i tre passaggi che ne fanno riconoscere lo splendore:
1. “Ricordi le speranze mai realizzate di far politica per il paese e non per i partiti: ebbene, a quarant’anni, di colpo, ho fatto politica e in nome dello Stato e non per un partito“.
2. “Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali noi abbiamo creduto”.
3. “Riuscirai benissimo, ne sono certo, perché sei molto brava e perché i ragazzi sono uno meglio dell’altro”.