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La pratica in più

L’ufficio era composto da due sole dipendenti, Paola e Silvia, ma erano quasi sufficienti a sbrigare il lavoro.

Quasi, perché delle 10 pratiche giornaliere da evadere 2 restavano non lavorate, ogni giorno.

La situazione non sembrava essere drammatica, in fondo la produttività da recuperare era seria ma non preoccupante.

Almeno così sembrava essere perché delle 2 pratiche inevase una derivava da Silvia e l’altra da Paola.

Una per l’una e un’altra per l’altra; a ciascuna di esse restava una pratica sospesa, a fine giornata.

La situazione si poteva definire in equilibrio, una piccola spintarella e… là, con un po’ di attenzione anche l’ultima pratica giornaliera si sarebbe collocata al proprio posto prima dell’orario di chiusura.

“Semplice!” – disse Sara, la responsabile del personale.

“Già da domani!” – le fece immediatamente eco Alessandro, il responsabile della produzione.

“Impossibile o quantomeno altamente improbabile!” – tuonò Erasmo , prima di procedere aprendo un foglio a quadretti sul quale erano vergati un 7 e un 1, che concluse specificando – “Questi numeri indicano il numero di pratiche lavorate ogni giorno da Paola e da Silvia, rispettivamente”.

 

Perché, secondo te, Erasmo potrebbe avere ragione?

Quanti giorni sarebbero necessari a Paola oppure a Silvia per recuperare le pratiche accumulate negli ultimi 28 giorni, nel caso una di esse venisse destinata solo a tale impiego?

Inoltre, una volta recuperato il ritardo produttivo, di quanti nuovi dipendenti avrebbe bisogno l’ufficio per assicurare una piena produzione? Di quante Paola o di quante Silvia?

Pubblicato in Senza categoria

10 Commenti

  1. Sergio Leone Sergio Leone

    8 giorni per recuperare da parte di Paola e poi un’altra Paola part-time al posto di Silvia …. si andrebbe a regime e si risparmierebbe anche…

    • saurop saurop

      Dipende sempre da Silvia. Aggiungo che Silvia potrebbe avere un periodo di difficoltà personale o familiare che la rende non produttiva e questo è un aspetto di cui tenere conto. Ricordiamoci, però, che anche Paola potrebbe soffrire di un medesimo problema, aggravato dal fatto di dover far fronte a un carico lavorativo e a una responsabilità produttiva ben maggiore.

  2. Federico Dalbello Malatesta Federico Dalbello Malatesta

    Sembra più logica la risposta fornita da Paolo Margutti….anche se aggiungerei che potrebbe essere interessante trascorrere una settimana nell’ufficio di Paola e Silvia, capire così sia le complessità delle pratiche che il ritmo di lavoro dell’una e dell’altra e solo dopo tranne le conclusioni per definirne la strategia migliore per rendere Paola e Silvia una squadra che magari tra loro si possano “scambiare” le pratiche in base alle loro capacità, potrebbe emergere che la soluzione più logica, meno dispendiosa per l’azienda, sia quella di “assegnare” le future pratiche all’una e all’altra in base alle loro attitudini e capacità professionali! Resta poi la questione di recuperare le 56 pratiche che potrebbero essere assegnate ad altro personale dell’azienda, individuando la figura più idonea che sia in grado di assolvere questo momentaneo compito senza perdere il proprio ritmo del suo primario compito lavorativo svolto in azienda. Forse

    • saurop saurop

      Certamente d’accordo. Occorre analizzare non soltanto i dati ma anche le difficoltà, la praticità e la quotidianità, allo scopo di rinsaldare lo spirito di squadra e superare tutti insieme quello che appare un deficit corale. Per farlo occorre investire in formazione, in rendicontazione, in disponibilità di altri colleghi nel recuperare il lavoro arretrato e nell’analizzare le attività quotidiane di ciascuno. Certamente questa tipologia di soluzione esula da un procedimento matematico e entra nell’ambito sociologico, psicologico, primario nella gestione delle potenzialità delle persone introdotte in un processo produttivo. Ovviamente, alla fine di questo percorso, sarà la matematica a determinare il successo del procedimento attuato.

  3. Paolo Maretti Paolo Maretti

    Secondo me se fosse appurato che Paola e Silvia siano parimenti efficienti è evidente che le pratiche svolta da ognuna sono di complessità diversa. Mancandone una a testa a fine giornata, significa che quelle di competenza di Paola sono 8 e quelle di Silvia sono 2. Quindi Paola che svolge mediamente una pratica ogni ora riuscirebbe con una spintarella a concludere il suo lavoro di 8 pratiche mentre Silvia, che ha bisogno di un turno di lavoro per svolgere una pratica, avrebbe bisogno di una collega. Diversamente se le pratiche di entrambe sono di identica natura a Silvia andrebbe cambiato impiego.

    • saurop saurop

      La soluzione proposta mi sembra che sia quella di chiedere intanto a Paola di fare il suo, cioè di terminare il proprio lavoro e fare l’ottava pratica giornaliera. Presupponendo che le pratiche di Silvia possano essere di una diversa complessità potremmo, perché no, chiedere a Paola di verificarlo cercando di portare a termine anche la nona. Dopo di ché, solo dopo aver aggiunto al nome di Paola la preposizione Von (Paola Von) e postale vicino una tastiera potremmo riconoscerle di aver composto la rispondente sinfonia, nota come la Sinfonia Corale… sob! 🙂

  4. Alessandro Corapi Alessandro Corapi

    Magari mi sbaglio, ma ci provo! Se i dati di Erasmo sono corretti, Paola in 8 giorni recupererebbe il ritardo di 56 pratiche inevase accumulatosi negli ultimi 28 giorni, qualora fosse destinata solo a questo compito e mantenendo il suo ritmo di evasione di 7 pratiche al giorno. Impensabile affidare il recupero dell’arretrato a Silvia, dato che al ritmo di una pratica al giorno impiegherebbe 56 giorni! Occorre, peraltro considerare che, nel mentre Paola recupera l’arretrato, Silvia al suo ritmo di una pratica al giorno, lascerebbe inevase ben 9 pratiche al giorno, cioè ben 72 in 8 giorni, questo significa che al rientro di Paola le pratiche inevase sarebbero maggiori rispetto al dato iniziale. A mio modesto parere, occorrerebbe sostituire, da subito, Silvia con un’altra Paola, in questo modo, se anche la nuova Paola lavorasse al ritmo di 7 pratiche al giorno, le pratiche inevase al rientro sarebbero solo 24; se dal giorno successivo entrambe lavorassero congiuntamente e allo stesso ritmo, impiegherebbero soli 6 giorni per recuperare la piena produzione. In conclusione, in tal modo occorrerebbero solo14 giorni per il recupero della piena efficienza. Questa ipotesi, senza aumentare il numero delle risorse, ma sostituendone una inefficiente, assicurerebbe all’ufficio una piena produzione e la possibilità di crescita in futuro. Ovviamente il mio ragionamento poggia sull’assunto che le pratiche assegnate a Silvia e Paola siano della medesima complessità.

    • saurop saurop

      L’assunto finale è logicamente corretto, non essendoci specifiche diverse nelle premesse. In effetti tutto dipende da Silvia, dalla sua produttività o dalla sua sostituibilità. La produttività di migliore con l’impegno personale e la formazione aziendale, la sostituzione è un fatto inerente la filosofia politica contrattuale giuslavoristica, come tutti ben sappiamo. Il fatto più rilevante è che Paola è, seppure è collega e amica di Silvia, la più esposta personalmente (affetto) e lavorativamente (produzione) da una situazione che dipende da Silvia.

  5. Franco Marinelli Franco Marinelli

    Se Erasmo ha dati certi, Silvia in 1 settimana azzera il ritardo. Non servono nuovi dipendenti. Se Silvia raggiungerá la produzione di Paola ci sarebbe addirittura un Surplus Produttivo (4 pratiche).

    • saurop saurop

      Vero, se Silvia raggiungesse la produttività di Paola, il ritardo sarebbe colmato in una settimana e dalla settimana successiva sia Silvia che Paola potrebbero dedicarsi ai miglioramenti della qualità produttiva perché Paola potrebbe così ridurre la sua ansia da produzione (potendo scendere da 7 a 5 pratiche giornaliere). Il vero problema è: Silvia disbriga solo una pratica al giorno? Potrà mai aumentare di 7 volte la sua produttività? Tutto il progetto qualitativo, quindi, dipende dalle capacità (o dalla voglia) di Silvia. Silvia, ci sei?

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