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E ora?

Ora che le elezioni si sono chiuse sul vecchio sistema politico, cosa succede?

L’aria si fa frizzante, l’avventura italiana riprende quota, rischia lo stallo a causa delle forti raffiche di vento contrario ma tiene ben stretta in mano la cloche del proprio futuro, forse anche di quello degli Stati Uniti d’Europa.

Aspettiamoci una reazione stizzita e apertamente ostile da parte della comunità internazionale.

Attendiamo tutte le analisi critiche sull’antipolitica e sul Bunga Bunga (che a ben vedere offendono la nostra dignità di cittadini e di elettori) e osserviamo i politici del vecchio sistema usare il loro fiuto per salire su di un carro nuovo, ora che hanno ben capito quale futuro si sta profilando.

Il voto al Pdl certifica l’esistenza di un solido zoccolo “liberista” in Italia; non credo che la personalità di qualcuno abbia saputo ricostruire un consenso, quanto rinsaldare, ancora una volta, l’ultima, un vincolo di appartenenza di fronte al temuto ignoto, che da oggi si andrà svelando.

Monti ha raccolto quanto era nelle sue effettive possibilità, sminuite da improbabili personaggi con responsabilità presso dicasteri chiave nell’ultimo Governo Tecnico e dall’incrollabile volontà di far fronte con rigore al crescente deficit statale. Certamente nessuno potrà rinunciare all’eredità di un fardello così pesante e, per quanto impopolare, a ricercare l’equilibrio tra entrate e uscite. L’unica via individuabile passa per un percorso di legalità, di onestà, di certezza del diritto e delle sanzioni amministrative e penali comminate per le deviazioni.

Il Pd, l’arcipelago Pd, ha concluso una campagna elettorale in consueto stile narcisistico, specchiandosi nella propria bellezza e irraggiungibile eleganza. Volendo mettere in mostra una genetica superiore, si è cimentato impudentemente sul terreno degli avversari, ha giocato, facendo  il comico, smacchiando Giaguari, dichiarandosi figlio di operai; un maratoneta che, salutando la folla plaudente, si appresta a entrare in uno stadio olimpico deludente e semivuoto. Mai secondi, ma neanche tra i primi.

Sul finire della Prima Repubblica si affacciò una forza politica che ambiva alla secessione. Oggi, al sorgere della Terza, si afferma un Movimento che identifica i desideri di molti dei giovani cittadini più promettenti del nord e del sud, non collusi né compromessi con il sistema. Questi giovani hanno capito che l’alternativa a un nuovo impegno politico è l’emigrazione in altri emisferi, altri lo capiranno presto, entro le prossime elezioni.

La responsabilità è molto grande e credo che gli appartenenti al M5S ne siano consapevoli.

Il risultato di queste elezioni crea una momentanea difficoltà di governo, questo è indubbio, ma porta a sanare le piaghe della nostra amata e convalescente Italia.

Il futuro appare delineato, mi auguro che Beppe Grillo continui a saper dominare la crescente difficoltà del terreno di scontro di potere tra gli “Specialisti del Sistema” e la nuova generazione di politici.

Abbiamo bisogno di recuperare i valori basilari per la convivenza e la politica non può più sentirsi esautorata dall’obbligo di rispettarli; abbiamo bisogno di nuovi politici che sappiano coniugare democrazia e libertà, tutele e opportunità, diritti e doveri.

Le vite di alcuni individui divengono inevitabilmente determinanti nella costruzione della realtà comune.

Ringrazio Beppe Grillo per aver saputo dedicare parte della sua esistenza alla costruzione di un tale sogno per milioni di persone.

Grazie a uomini come Beppe la politica potrà tornare la stella polare della nostra società civile.

Presto torneremo a saper riconoscere la figura del buon politico, fino a oggi non così comune, e del vero statista, assente da troppi anni.

Le affinità elettive faranno sbocciare le opportune alleanze e terranno alla larga i figuri meno presentabili, in una selezione naturale.

Sauro Pellerucci

PS: Essendo un intervento politico, sento il bisogno di precisare di non aver mai partecipato attivamente alla politica, né localmente né ad altri livelli, e di non essermi recato a votare a causa di un’influenza molto debilitante.

Pubblicato in Politica italiana

Un Commento

  1. Bracaccia Antonella Bracaccia Antonella

    Grazie per avere scritto quanto sopra. Mi auguro che lo leggano in tanti.

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